P. Lucio Migliaccio è tornato alla Casa del Padre


Il 12 luglio 2011 P. Lucio Migliaccio ha celebrato 70 anni di ordinazione sacerdotale, già Rettore Generale dell’Ordine. Durante la Celebrazione eucaristica nella Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli a Roma, la comunità religiosa e parrocchiale ha voluto unirsi al grato ringraziamento che il Padre ha voluto rivolgere a tutti per i lunghi anni di servizio ecclesiale. Durante l’omelia il Rettore, P. Davide Carbonaro, ha ricordato il salmo graduale con il quale si apriva la liturgia eucaristica di settanta anni orsono: “Renderò grazie al Signore che fa lieta la mia giovinezza”. “Non è una questione di anagrafe – ha riferito il P. Rettore-, ma la giovinezza dello Spirito che alimenta il cuore di chi serve in modo instancabile il Signore”. A P. Lucio Migliaccio gli auguri del P. Generale dei Confratelli e degli amici che continuano ad affidarlo a Santa Maria in Portico e San Giovanni Leonardi.

OMELIA di P. Rosario Piazzolla per il funerale di P. PAOLO FREDELLA OMD


1. Quest’oggi tutta la chiesa ricorda la Trasfigurazione del Signore.
Proprio per questo abbiamo deciso di permettere alla Parola di questa festa di parlarci, di ascoltare in profondità la parola del Maestro.
Non è solo coincidenza ma parlare di trasfigurazione e di trasformazione, metamorfosi della vita e dello sguardo per contemplare la bellezza, fa un tutt’uno con il celebrare la Pasqua di p. Paolo, questo passaggio da noi al Padre, questo cambiamento nuovo, questo incontro nuovo: ora gli occhi contemplano ciò che hanno raccontato, la bellezza luminosa del volto di Dio.
Ma la trasfigurazione è anche l’icona per eccellenza per parlare della chiamata alla vita consacrata e questa celebrazione è veramente l’ultimo “eccomi” di Padre Paolo, dopo una lunga serie che ha accompagnato la sua vita e quelli di molti di noi, nell’Ordine della Madre di Dio.
Sono per tutti noi e per Padre Paolo, le parole del racconto che abbiamo ascoltato: “Alzatevi, non temete”. Alzarsi e stare in piedi, sono già le parole della resurrezione, della speranza. Un invito, una chiamata nuova, piena di dolore per il distacco ma piena di gioia per sapere che un nostro padre, amico, fratello, confratello… vede la bellezza di Dio.

2. La prima lettura mi ha subito richiamato un tratto di p. Paolo in cui tutti ci possiamo riconoscere. Quante volte p. Paolo ci ha invitato a vedere, quasi una visione notturna, colui che deve tornare. Quante volte ci ha parlato della morte e di prepararsi ad essa come ad un incontro!
Oggi si presenta a noi come vegliardo che ci offre una sicura certezza: andare incontro a Colui che sempre ci viene incontro e che p. Paolo con la sua vita e con la sua parola ci ha detto che è possibile fidarsi di lui.
Le immagini del profeta Daniele, forti, richiamano molto quello stile particolare, ricercato e roboante, quei paragoni esagerati, quelle metafore, quelle espressioni con cui ha narrato la Parola.

3. La seconda lettura ci ha rivelato un altro tratto della predicazione e della vita di padre Paolo. L’espressione petrina “non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate”, mi ha subito ricordato la sua attenzione per l’attualità e il suo costante dialogo con una laicità lontana dalla fede.
“Testimoni oculari”: questo ci ha raccontato la sua esperienza di Dio. Poi è riuscito ad entrare in dialogo con tutti.
Negli anni 80, p. paolo incontrerà il cammino neocatecumenale. Ho ancora il ricordo delle catechesi a San Ferdinando: è stata per lui da quel momento in poi un nuovo modo di ravvivare la sua fede, di riprendere a piene mani la Scrittura, e proprio in un momento speciale della sua vita verso i 60 anni.
Negli anni 90, la sua esperienza lo ha portato ad un nuovo pellegrinaggio della fede, l’esperienza di Taizè, lo ha profondamente cambiato nella sua visione dei giovani.
E’ stata una vera conversione: chi di noi non ricorda le omelie di quel periodo, dopo che aveva visto tanti giovani in preghiera e nel silenzio e di tutto il mondo, a tutti voleva dire che sono una vera speranza questi giovani che vogliono incontrare Cristo.
Sempre in questo periodo l’esperienza di Medjugorie, lo ha portato a rinverdire, vi assicuro sono sue parole, quel carisma mariano che ci portiamo dentro come ordine fondato da San Giovanni e affidato alla Regina degli angeli.
La riscoperta di Maria come Madre dei sacerdoti, proprio mentre celebrava entusiasta il suo 50° anniversario di Ordinazione Sacerdotale.
“Questa voce noi l’abbiamo udita” dice Pietro. Questa Voce io l’ho udita dice p. Paolo. Questa voce l’ha udita ciascuno di noi.
E’ un monito ad essere testimoni, perché l’eredità di p. Paolo, quel sorriso che sapeva dare a tutti, quella Parola di conforto, o quel rimprovero opportuno, non vadano perdute.
La Parola continua ad essere per tutti noi quella “lampada che brilla in un luogo oscuro” in ogni luogo oscuro, soprattutto quello che si annida nel nostro cuore e che da spazio al negativo e alla tristezza.
“Finche non spunti il giorno”! E’ davvero di quel giorno che p. Paolo ci ha parlato.
E’ necessario per tutti, ogni giorno vedere spuntare la stella del mattino, ripensando ad uno che è stato per noi passatore di vita e di vita eterna.

4. L’affascinante icona biblica fa risaltare la bellezza di Dio e la gioia di essersi consacrati a Lui.
Nel salire la montagna ho un paesaggio bello e chiaro dove p. Paolo ha potuto fare discernimento della sua chiamata e della sua vocazione alla predicazione.
In quella salita non vediamo Fosciandora nella Garfagnana, un luogo che ha segnato indelebilmente, la vita il carattere e l’apostolicità di p. Paolo.
Qui ha sperimentato la vita religiosa del nostro Ordine, in cui ha ricoperto ruoli e servizi importanti, ma soprattutto un Ordine che ha amato molto, nonostante le difficoltà, le contraddizioni, i conflitti, gli inevitabili, ritardi e imperfezioni.
Qualche mese fa ha detto in occasione del 65° ha detto che aveva incontrato fratelli che eccellevano nella virtù e nel desiderio di vivere il Vangelo.
Da quella montagna p. Paolo è sceso per raccontarci Gesù, per spezzare il suo pane, per essere ministro di misericordia e di riconciliazione.
Sono tratti tipici e particolari di chi ha scelto, le affascinanti Costituzioni di San Giovanni Leonardi, punto di riferimento sicuro, come era solito dire.

5. Al centro del brano evangelico c’è la voce. Quant’era forte la voce di P. Paolo! E cosa ci ha ripetuto? Quasi eco di Dio:“Ascoltatelo”.
Vale davvero la pena realizzarsi in Cristo. Porre al centro il Vangelo e se p. Paolo ha potuto dire qualcosa a ciascuna delle nostre vite è perché si è lasciato trasfigurare da quella Parola.
Sarebbe davvero una morte se non accogliessimo la sua eredità, i suoi appelli e non ci mettessimo con tutti i nostri limiti a seguire il Signore.

6. So che oggi anche per noi, nonostante la visione, nonostante la bellezza, anche per noi è giorno in cui “cadiamo con la faccia a terra e siamo presi da grande timore”, tristezza, paura del distacco che sentiamo molto.
Abbiamo bisogno di elaborare una perdita che è ricchezza, un seme che muore e porta frutto, una pagina evangelica vissuta in carne ed ossa e raccontata.
E’ ancora una volta Lui, il Signore Gesù, che ci prende per mano ci tocca con il suo modo tenero di amare e ci dice le parole più belle che hanno accompagnato il passaggio di p. Paolo da questo mondo all’eternità. Sono parole esse stesse dolci che fanno sorridere il volto e allietano il cuore: Non temete.
Accogliamo anche noi questo invito che è anche un comandamento. Non temete.
E’ il grido appassionato di Dio per noi! Non temete!

Al Signore dei nostri giorni, che ha sconfitto la morte e con la sua morte ci ha dato la vita, l’onore e la gloria nei secoli dei secoli Amen

Ciao P. Paolo!

Giovedì 4 agosto si è spento il caro P. Paolo Fredella, presso l’Ospedale San Giovanni, dopo la rovinosa caduta del maggio scorso. Purtroppo nonostante le cure, le sue condizioni non sono migliorate.
Oggi 6 agosto – Trasfigurazione del Signore – alle ore 9.30 si sono svolti i funerali del Padre Paolo. Un grazie caloroso, anche se pieno di tristezza per la sua scomparsa, si è levato al cielo per rendere gloria a Cristo Signore. P. Rosario Ha presieduto la celebrazione eucaristica e in una bellissima omelia che speriamo mettere in rete quanto prima, ha legato la Festa liturgica con il rito funebre. Una folla di persone, sicuramente poche, ma visto il giorno e il tempo, si sono riversate in Chiesa per unirsi alla Comunità Religiosa, ai parenti e insieme per lodare e ringraziare il Signore per quello che ha operato in P. Paolo.
Grazie e prega per noi!